CRISI SAVOIA. Lo sfogo dei calciatori. "Vogliamo ciò che ci spetta"
Dopo i bluff di Manca, Savoia allo sfascio. I calciatori attendono la fideiussione

 

TORRE ANNUNZIATA (NA) - "Stiamo lavorando da nove mesi, abbiamo fatto sempre il nostro dovere, con umiltà e dignità, senza mai lamentarci e siamo andati avanti nonostante tutte le difficoltà. Adesso basta, siamo stanchi. Adesso vogliamo ciò che ci spetta"

Questo il messaggio, chiaro e forte, dei calciatori dell’AC Savoia 1908 che hanno raggiunto in gruppo la sala stampa del Giraud per comunicare ai giornalisti presenti il proprio stato d’animo. A parlare e Raffaele Gragnaniello, per tutti.

"Stiamo lavorando in condizioni pietose e non mi riferisco solo al fatto che abbiamo percepito un solo stipendio da agosto ad oggi: spesso e volentieri manca l'acqua, a volte anche i palloni, molti di noi non hanno potuto passare le festività pasquali con la propria famiglia perché non avevano la disponibilità economica per tornare a casa. In queste condizioni è dura andare avanti e se qualcuno dovesse andar via non è perché non ha rispetto di Torre o del blasone del Savoia ma solo perché non ce la fa più”.

Nessuna minaccia, ha specificato Gragnaniello, ma la ferma volontà di voler in qualche modo risolvere, almeno parzialmente, la situazione. L’unica strada percorribile, pare, sia quella dell’escussione della fideiussione. Su questo punto il numero 1 del Savoia è chiarissimo.

"Non capisco perché non venga escussa la fideiussione che ci darebbe un po' di 'respiro': sia chiaro, non percepiremmo più di un paio di stipendi, ma, quantomeno, sarebbe possibile concludere questo campionato in maniera dignitosa. L'accanimento di qualcuno nei nostri confronti è incomprensibile: ad oggi abbiamo anche difficoltà a fare la dichiarazione dei redditi, visto che non ci hanno mai dato le buste paghe o i CUD. E non sappiamo neanche a chi rivolgerci visto che Manca prende tempo e Piantoni neanche lo conosciamo. Sembra quasi fatto apposta, sembra quasi che ci vogliano ‘far scoppiare’. Fino ad oggi siamo stati in silenzio, abbiamo lasciato che fossero gli altri a riempire le pagine dei giornali: oggi, invece, vogliamo ‘urlare’ il nostro malcontento”.

Ha davvero dell’incredibile la situazione che si è venuta a creare a Torre Annunziata dopo che, a febbraio scorso Quirico Manca dopo mesi di bluff abilmente coperti da una parte della stampa e da alcuni torresi, è finalmente venuto allo scoperto ammettendo di non avere disponibilità economica per portare avanti il progetto Savoia. A proposito di quell’incontro, avvenuto a Cava De’ Tirreni, Gragnaniello ha svelato un particolare sconcertante. “Quando Manca ci ha comunicato il suo ‘forfait’ lo ha fatto davanti ad un bel buffet: forse questo è stato un controsenso!”

Dopo l’allenamento in strada di ieri, i calciatori del Savoia hanno annunciato altre forme di protesta.

“Domani mattina andremo dal sindaco: raggiungeremo il comune correndo, così, nel frattempo, ci alleniamo anche. Poi penseremo all’incontro di Reggio che, punti di penalizzazione a parte, è per noi uno scontro diretto importantissimo. Sia chiaro: tutti noi vogliamo finire il campionato ma rivogliamo indietro la nostra dignità. Siamo la squadra più maltrattata d’Italia: Parma, Monza, Barletta sono altre realtà in crisi, ma la situazione loro è ben diversa con solo 3 o 4 stipendi arretrati e, comunque, si è proceduto a sbloccare la fideiussione”.


(Redazione)

 
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