Savoia-Messina 2-1: scongiurata la retrocessione diretta. Reggina in D.
Decidono Scarpa e Di Piazza. Ai play-out sarà ancora Messina.

 

TORRE ANNUNZIATA - Savoia batte Messina due a uno. Questo il verdetto del ‘Giraud’ che tiene in vita il Savoia nonostante la consegna dei libri contabili in Tribunale avvenuta in settimana. I bianchi, dunque, raggiungono la post-season ai danni della Reggina, condannata alla retrocessione diretta in Serie D, in attesa che il Collegio di Garanzia del CONI si pronunci sul ricorso inoltrato dai calabresi. Per il momento è il Savoia a godersi un traguardo che, ad un certo punto della stagione, sembrava irraggiungibile. Il merito è, senza ombra di dubbio, dei calciatori che, guidati dall’ottimo Papagni, sono riusciti a superare tutte le avversità, su tutte l’assenza di una proprietà che, da inizio dell’anno, non ha fatto altro che prendere in giro addetti ai lavori e tifosi. E ai play-out, ricorsi permettendo, sarà ancora Messina (andata a Torre, ritorno in Trinacria).

LA PARTITA– Papagni deve far fronte alle assenze di Sanseverino, Saric e Sirigu. Formazione obbligata per il tecnico originario di Bisceglie che si affida ancora al 3-4-3 con Riccio, Checcucci e Verruschi in difesa, Pizzutelli, Boilini, Mercadante e Cremaschi a centrocampo, Partipilo, Scarpa e Di Piazza in avanti. Formazione rimaneggiata anche per i siciliani, con Corona che parte dalla panchina.

AVVIO SPRINT– La partita è vivace e divertente fin dalle prime battute. Il Savoia dimostra di voler a tutti i costi la vittoria: a decidere il match saranno proprio le maggiori motivazioni dei bianchi. Nella prima frazione Scarpa e compagni riescono a collezionare almeno cinque palle gol nitide, senza però riuscire a passare in vantaggio: merito di un Berardi particolarmente ispirato e dell’imprecisione degli avanti. I bianchi, quest’oggi in maglia nera, potrebbero passare già nei primi minuti con Di Piazza, che conclude centralmente e con Scarpa che ci prova sia di testa che su azione, senza fortuna. L’occasione più clamorosa capita sulla testa di Checcucci che, al 12’, colpisce in pieno la traversa. Gli ospiti si vedono di rado ma, quando si affacciano dalle parti di Gragnaniello, come ad esempio con Donnarumma al 17’, l’estremo difensore del Savoia si fa trovare pronto. Dall’altro lato, Berardi nega la gioia del gol anche a Boilini, prima di ingaggiare un duello personale con Di Piazza, stravinto, almeno nella prima frazione, dal numero uno siciliano.

MIRACOLO BERARDI– Al 44’ al Savoia viene concesso un calcio di punizione dal limite: sulla palla c’è Francesco Scarpa che vuole portare in vantaggio i suoi prima del riposo, ma il numero dieci trova sulla sua strada la barriera, che gli respinge la prima conclusione e poi, sulla ribattuta, un intervento strepitoso di Berardi che toglie la palla dall’incrocio dei pali. Sugli sviluppi del corner è ancora Scarpa a provarci con un colpo di testa, mira alta.

IL GOL DEL CAPITANO– Nella ripresa è ancora il Savoia a fare la partita. Al 7’ e al 10’ ci prova Di Piazza, senza fortuna. Due minuti dopo, però, arriva il meritato vantaggio per i padroni di casa: cross di Partipilo e incornata vincente di Scarpa che fa esultare i circa trecento fortunati che hanno avuto l’onore di poter assistere al match, dopo i continui divieti imposti dal Prefetto di Napoli. Dopo il vantaggio il Savoia non tira i remi in barca ma prova a chiudere il match.

RADDOPPIO DI PIAZZA– Il raddoppio dei padroni di casa arriva al 28’, minuto in cui Donnarumma atterra in area Di Piazza lanciato a rete: calcio di rigore sacrosanto, trasformato dallo stesso Di Piazza che spiazza e batte, finalmente, Berardi. Sotto di due reti il Messina non molla e, dopo un miracolo di Gragnaniello su Verruschi, che sfiora l’autorete, arriva il gol di Orlando che fissa il risultato sul 2-1.

TRECENTO VOLTE GRAGNANIELLO– A fine gara viene consegnata a Gragnaniello una targa ricordo per la trecentesima partita nei professionisti. Come annunciato dallo speaker dello stadio a consegnare la targa sono il medico sociale Raiola, il massaggiatore Vecchione e il diggì Carruezzo: questo è quel che rimane della società del Savoia il cui futuro, salvezza o no, è legato ad un filo molto sottile.

 

SAVOIA 2 (0)
MESSINA 1 (0)

SAVOIA(3-4-3): Gragnaniello; Riccio, Checcucci, Verruschi; Cremaschi, Pizzutelli, Boilini, Mercadante; Scarpa (23’st Giordani), Di Piazza (36’st Ferrante), Partipilo (31’st Leonetti). A disp.: Volturo, Vosnakidis, Laezza, Cornacchia. All.: Papagni.

MESSINA(3-5-2): Berardi; Benvenga (1’st Rullo), Stefani, Pepe; Izzillo, Ciciretti, Damonte (25’ Dellamacina), Bortoli, Donnarumma; Bonanno (33’st Corona), Orlando. A disp.: Iuliano, Altobello, Cane, Mancini. All.: Di Costanzo.

ARBITRO: Marco Serra di Torino. (Assistenti: Benedettini, Bernabei).           

MARCATORI: 12’st Scarpa (S), 29’st Di Piazza rig. (S)

NOTE: accesso consentito ai soli abbonati per l’ordinanza del Prefetto di Napoli. Spettatori presenti: 280. Angoli: 9-1 per il Savoia. Ammoniti: Benvenga (M), Pepe (M). Recupero: pt 1’; st 3’.


 


(Nello Sorrentino)

 
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