Savoia-Salernitana 0-1. Il cuore non basta: la Salernitana vince immeritatamente
Prestazione gagliarda dei bianchi che onorano il campionato. Decide Tuia nella ripresa

 

TORRE ANNUNZIATA (NA) – Chi l’avrebbe detto. Nel momento più difficile dall’inizio di questo sfortunato campionato il Savoia getta il cuore oltre l’ostacolo e quasi ferma la Salernitana che trova la vittoria solo grazie ad un guizzo di Tuia e all’aiuto della dea bendata che, oggi, indossava la maglia granata.

Zero ad uno il risultato finale ma l’impegno profuso dai calciatori in maglia bianca che, come promesso da Papagni hanno difeso il proprio onore e, soprattutto, quello del glorioso vessillo bianco-scudato, è bastato per meritarsi, a fine gara, gli applausi del Giraud e i cori di ringraziamento degli ultras i quali hanno espresso tutta la loro gratitudine per i sacrifici fatti dai calciatori in questa disastrosa annata, costringendo molti di questi ultimi, a lasciare il campo in lacrime per l’emozione.

LA PARTITA – Savoia in campo senza paura, con il ‘solito’ 3-4-3: dietro, ci sono Riccio, Checcucci e Sirigu; a centrocampo Cremaschi, Saric, Pizzutelli e Verruschi; tridente composto da D’Appolonia, Scarpa e Leonetti. La Salernitana parte forte e colleziona subito due occasioni sulle quali è bravissimo Gragnaniello a difendere la propria porta negando la gioia del gol a Nalini e Mendicino. Il Savoia, però, non resta a guardare: D’Applonia e Scarpa sono tra i più ispirati ma i bianchi accusano ancora una volta la mancanza di una punta ‘di peso’ e l’estremo difensore della Salernitana non deve compiere alcun intervento decisivo.

Nella ripresa i bianchi costruiscono diverse occasioni ma la mira non è granché: ci provano D’Appolonia (che per la prima volta uscirà tra gli applausi del Giraud), Checcucci e Leonetti, senza fortuna. Al 28’ la Salernitana trova il vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo grazie a Tuia, appena entrato al posto di Bocchetti, bravo a battere Gragnaniello con un sinistro velenoso. Il vantaggio ospite ‘deprime’ i bianchi che, complice la stanchezza, non riescono ad organizzare il forcing finale.
 


Il saluto ai genitori di Armandino - FOTO CAROTENUTO
 

I TIFOSI – La prima frazione di gioco e l’inizio della seconda si sono disputate in un clima surreale: la curva sud del Giraud, infatti, è rimasta vuota a causa della protesta dei gruppi organizzati del tifo torrese che, anziché rimpinzare ulteriormente le casse societarie, hanno preferito non fare i biglietti e destinare i soldi ad Armandino, tifoso granata gravemente malato. Oltre alla raccolta fondi, gli ultras, prima della gara, hanno salutato i genitori del piccolo salernitano, presenti al Giraud, regalando loro una macchinina telecomandata. Un gesto che, qualora ce ne fosse bisogno, conferma ancora una volta il grande cuore degli ultras del Savoia.

LA CONTESTAZIONE – E’ stato ovviamente Quirico Manca il principale ‘bersaglio’ della contestazione dei tifosi del Savoia che hanno manifestato tutta la loro disapprovazione per il ‘tranello’ teso dall’architetto il quale, dopo essersi completamente disinteressato delle sorti dei bianchi da Settembre a Dicembre, era tornato, per suo dire, con l’obiettivo di salvare il Savoia. Accolto con grande favore da alcuni organi di stampa e da una piccola parte della città, l’architetto manco due mesi dopo ammainava bandiera bianca lasciando il Savoia in una situazione a dir poco tragica. Ma i tifosi sanno bene che Manca non ha fatto tutto da solo e, dunque, non hanno risparmiato gli amici dell’architetto come, ad esempio, Marciano e Santaniello. Ma non è tutto: a fine gara, una parte della curva, si è scagliata anche contro un organo di stampa torrese da qualche anno molto vicino alla società e reo, a loro modo di vedere, di aver difeso fino all’ultimo l’operato di Manca. 


(Nello Sorrentino)

 
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